Santuario - Santuario ceri

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Santuario

La Parrocchia



  
  
Alcune fonti affermano che la chiesa sia stata dedicata alla Madonna fin dall’inizio. È certo che già nel XVII secolo fosse intitolata alla Immacolata Concezione (de ecclesia Parochiali S.Mariae Conceptionis), prima quindi che nel 1854 venisse proclamato il dogma. Questo risulta da documenti di visite pastorali a Ceri del vescovo di Porto e Santa Rufina nel 1661 e nel 1682.
 
Diventa  Santuario Mariano Diocesano il 7 dicembre 1986 per volere dell'allora vescovo di Porto-Santa Rufina, Mons. Diego Bona, con il titolo "Santuario della Madonna di Ceri", con riferimento all’ icona della Madonna con Bambino venerata nella chiesa. Il 24 aprile 1992 Papa Giovanni Paolo II benedice la corona d’oro offerta dai devoti  per ornare  l'icona, corona che oggi non è più nel quadro, riportato allo stato originario.
 
Il titolo di Madre di Misericordia è dato dal Vescovo di Porto-Santa Rufina Mons. Antonio Buoncristiani: il 7 aprile 1999 firma un decreto che stabilisce la festa della Madre di Misericordia, Patrona della Diocesi, per il sabato seguente la festa della Natività  di Maria, che è l’8 settembre.  

Si suppone che all`inizio la struttura della chiesa fosse a tre navate e copertura a capriata, con falde laterali.

Questa struttura originaria viene modificata per accogliere all’interno della chiesa le reliquie di San Felice II, Papa  dal 355 al 357, che, secondo la tradizione fu relegato dall’imperatore Costanzo a Ceri “diciassette miglia lungi da Roma ed ivi subì glorioso martirio a’ 22  novembre 365”.

Per contenere queste reliquie  viene costruita nel 1484 un’edicola a pianta rettangolare, con quattro colonne ioniche che reggono altrettante arcate sulle quali è impostato un attico in cui si conservavano le reliquie e un timpano superiore. Questa struttura viene addossata tra due campate della parete nord.
 
Viene inoltre sostituita la copertura a capriata con una a volta e per darle sostegno è necessario rivestire le pareti laterali  con altre pareti che servirebbero da supporto alla copertura a volta. L nuove pareti coprono le sottostanti e tutto ciò che su esse è dipinto.
L’assedio del 1503 ad opera di Cesare Borgia e relativi bombardamenti e distruzioni rendono molto probabilmente necessaria un’ulteriore completa ricostruzione della navata  meridionale dell’edificio; questo secondo rifacimento è concluso nel  XVI secolo.
Nel secolo XVIII la chiesa è oggetto di ulteriori modifiche: viene costruita nella navata laterale a nord una cappella simile ad un transetto e, accanto a questa, è aperto un secondo ingresso alla chiesa accessibile da una rampa.
Viene inoltre costruita una cappellina parallela alla navata settentrionale con accesso dalla medesima.
È anche rifatta in stile barocco la facciata (1707) ed eretta una scala a doppia rampa d'accesso alla chiesa (1741).
Della  struttura originaria resta una pavimentazione a mosaico di tipo cosmatesco, ben conservato in due tratti: uno al centro della navata, composto da un disegno con motivi circolari e di altre parti rettangolari; l’altro antistante l’abside, anch’esso molto antico, rialzato su un gradino, e si compone di motivi geometrici rettangolari. Si ritiene che questo pavimento sia  databile XII secolo.
Particolare è il disegno circolare davanti all’ingresso, molto insolito tra i pavimenti dello stesso tipo .
Nel 1971 la parete nord della navata principale è interessata da  problemi di conservazione e durante il restauro  si ha l’inaspettata scoperta di un intero ciclo di affreschi medievali  con scene tratte dai libri della Genesi e dell’Esodo, con Santi ed altre scene. Questi affreschi sono databili tra il 1100 e il 1130  e attribuibili all’attività della bottega d’arte che realizzò gli affreschi della basilica inferiore di San Clemente a Roma. Per recuperarli al meglio è necessaria  anche una revisione dell’interno della chiesa.
 
Vengono demoliti completamente  sia la volta della navata centrale che il contromuro; viene rifatto un tetto a capriate a livello più alto rispetto sia al tetto primitivo, che a quello a volta.  Si sposta nella cappella di transetto l'altare di San Felice II. L’ultimo restauro è terminato nel 2013.
 

Da notare ancora, nella chiesa, la cappella di sant’Antonio da Padova, dove sono  due affreschi con due miracoli del Santo, nell’abside la Vergine con Bambino e Santi attribuibile alla scuola del Maratta e, ai lati dell’altare, a sinistra San Martino che dona il mantello ad un povero e, a destra, San Francesco che presenta San Carlo Borromeo alla Madonna con Bambino. Nella cappella di transetto si trovano: una pala d’altare con San Felice II Papa, un grande affresco  con  la discesa agli inferi di Gesù e un quadro di Santa Lucia.
Nella cappella  del Crocefisso ammiriamo degli affreschi cinquecenteschi  recentemente restaurati.
 
Raffigurano:

sull’altare  la crocifissione di Cristo,
a sinistra il battesimo di Cristo, a destra il martirio di Pietro e la decapitazione di Paolo; sulla volta  il Redentore in gloria.
 
Il cuore del Santuario è la cappella dedicata alla Madonna, dove troviamo la  bella immagine di “Nostra Signora di Ceri, Madre di Misericordia”. È una tavola lignea, dipinta a tempera di scuola senese, databile alla fine del XV secolo o ai primi del XVI secolo. Ritoccata più volte nei secoli, conserva fondamentalmente la struttura originaria.
 
Restaurata l’ultima volta nel 1963, fu  rubata successivamente e poi recuperata dalla Polizia di Stato.
 




La porta d’accesso alla chiesa nella cappella di transetto, è la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, che è stata aperta il 13 dicembre p.v. alle ore 17.00, alla presenza del nostro Vescovo Mons. Gino Reali, del Parroco don Riccardo Russo e da una folta schiera di parrocchiani.










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