Masci Amatrice 2017 - Santuario ceri

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Masci Amatrice 2017

UNA SETTIMANA SPESA BENE
(Dal sito Masci regione Lazio – www.masci-lazio.it)
 
"Al cader della giornata
Noi leviamo i cuori a Te
 Tu l’avevi a noi donata
 Bene spesa fu per TE "

L’ultima, dopo i tanti mali, ad uscire dal vaso di Pandora fu la Speranza.
E con essa che noi Cristiani ci confortiamo certi che la Provvidenza, con la P maiuscola ci aiuterà.
Noi del M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) dal 18 giugno al 16 luglio siamo impegnati un campo di lavoro ad Amatrice, città distrutta dal sisma, da ricostruire nelle strutture e nel morale.
 
In un mese si avvicenderanno 4 pattuglie di A.S. (Adulti Scout) che faranno” del loro meglio” per aiutare la gente che vive nelle casette prefabbricate ed altrove in modo precario.
Noi della prima pattuglia siamo arrivati ad Amatrice un lunedì mattina, il 19 giugno; abbiamo visto senza le limitazioni dello schermo televisivo l’immensità del disastro, abbiamo parlato con le persone, con il Sindaco, con il Parroco dando la nostra disponibilità chiedendo cosa fosse necessario fare e come poter intervenire.
Abbiamo preso coscienza, parlando e soprattutto ascoltando: che ciò che serviva non erano grandi cose; l’emergenza è stata affrontata egregiamente a livello locale anche se con colpevoli ritardi, nel consegnare le casette, nel predisporre sgomberi, demolizioni, rimozione delle macerie, ecc…
Con le maniche rimboccate e fazzolettone al collo ci siamo dati da fare, una piccola, piccolissima goccia nel mare di necessità.

Come prima pattuglia ci siamo messi a disposizione facendo alcune, poche, cose:
·    Potando la siepe di un giardino in una frazione di Amatrice;
·    Montando una libreria in una casetta SAE (Soluzioni Abitative in Emergenza) al Campo Zero;
·    Fornendo 50 metri di tubo con irrigatori da allacciare all’unica fontanella pubblica per annaffiare i vari alberelli e      
     siepi messi a dimora e poi abbandonati;
·   Montando un telo ombreggiante su un gazebo in legno non coperto per realizzare un piccolo centro di aggregazione     
    ove potersi sedere all’ombra, parlare, giocare, socializzare;
·  Stando giornalmente a contatto con le persone, aiutando nelle piccole cose, ascoltando, giocando a carte, facendo      comunità…;
·   Poi… poi è finita la settimana e siamo ritornati a casa sostituiti però da un’altra pattuglia che sarà avvicendata ogni     
    settimana da un’altra fino a metà luglio.
 
E’ stata una settimana faticosa; pernottavamo nella base scout del MASCI “Riccardo Della Rocca” a Rieti spostandoci ogni giorno ad Amatrice.
Abbiamo incontrato gente meravigliosa dalla quale abbiamo imparato tante cose e siamo usciti da questa esperienza più ricchi con la soddisfazione di avere fatto quel poco non ad anonimi, a volti visti sullo schermo tv, ma a persone in carne ed ossa, ad amici, a fratelli ai quali abbiamo forse ridato un po’ di speranza.
Non si può dimenticare questa settimana, le persone incontrate, le partite a carte, le chiacchierate, la nascente volontà diprogrammare il futuro in contrapposizione ad un forte sentimento di impotenza e rassegnazione: “Amatrice è finita”.
Amatrice, un paese ferito, colpito duramente ma non abbattuto!
Con la voglia di ricominciare, di guardare al domani non muore la speranza come quelle due rose che abbiamo visto, bellissime, in mezzo a tanti calcinacci.

Ladispoli 30 giugno 2017
Franco Nerbi e Carmelo Genovese

 
Speranza
(di Carmelo Genovese)
 
Un mucchio de rovine, tanti carcinacci,
nun se vede la strada che ce stava.
 Tra la porvere, i cocci e l’artre cose
‘n lampo de colore: so’ du’ rose.
Stanno lì tra ‘na ringhiera e ‘n trave,
Du’ sole cose vive ‘n quer mortorio,
Sembrano dì: io resto qui, nun fuggirò,
io nun m’abbatto, si c’ho du’ gocce d’acqua camperò.
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